Vado al massimo, in Germania è ancora scontro sul limite di velocità in autostrada

Di Gianluca Ricci

 

 

La Germania è uno dei pochi Paesi al mondo in cui i limiti di velocità in autostrada non sono fissi.

Se in Italia, qualunque sia la tipologia di autostrada, il massimo consentito sono i 130 chilometri orari, in Germania invece, a seconda della morfologia dei tratti, le auto possono a volte permettersi qualche libertà in più.

La maggior parte dei 13mila chilometri della rete prevede limitazioni specifiche in linea con quelle degli altri Paesi europei, se non addirittura più restrittive, ma in alcuni punti, là dove il numero delle corsie è sufficientemente elevato e non ci sono incroci pericolosi con altre importanti arterie stradali, il limite di velocità viene sospeso fino al cartello successivo e in quei tratti i tedeschi ci danno davvero dentro, visto che, secondo statistiche elaborate da autorevoli riviste del settore, pare abbiano una vera e propria passione per il brivido.

Ciononostante il governo è tornato a proporre, dopo diversi tentativi naufragati nelle contestazioni generali qualche anno fa, una limitazione indifferenziata che allineerebbe la Germania agli altri Paesi dell’Unione europea. La commissione governativa che ha elaborato questa proposta lo ha fatto nel nome della lotta all’inquinamento, ma soprattutto della lotta alla mortalità automobilistica.

Un limite di velocità più basso ridurrebbe sensibilmente le emissioni di Co2 nell’aria, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti dalla Germania, ma soprattutto aiuterebbe a ridurre il numero dei decessi in autostrada, che lo scorso anno ha superato quota 400.

I tedeschi sono oggi piuttosto in ritardo con l’applicazione di norme adeguate al raggiungimento degli obiettivi di controllo delle emissioni gassose e il contenimento della velocità dei veicoli su strade e autostrade permetterebbe di avvicinare i livelli richiesti dagli accordi a costo praticamente nullo.

Un indubbio vantaggio che si scontra però con la netta contrarietà della maggior parte degli automobilisti tedeschi ad accettare una regola simile: secondo molti di loro in una società iperregolata l’autostrada sarebbe l’unico luogo in cui potersi sfogare un po’, pur nel rispetto del buon senso prima ancora che delle norme del codice.

C’è anche chi sostiene che a creare incidenti non sia l’alta velocità in sé, ma piuttosto la mancata applicazione di procedure molto più importanti come, per esempio, la distanza di sicurezza o l’occupazione della corsia di sorpasso.

Dati alla mano, però, il governo ha potuto dimostrare che nel 30% dei tratti autostradali in cui si applica il limite di velocità per i motivi sopra ricordati, il tasso di mortalità scende di oltre un quarto, a testimonianza che una delle cause principali di morte in strada è proprio la tendenza a pigiare eccessivamente sull’acceleratore.

Ma lo stesso Ministro dei Trasporti germanico e il direttore di Adac, l’Automobil Club tedesco, sono nettamente contrari a questa proposta, anche se supportata da dati sufficientemente eloquenti.

In Germania più della metà degli automobilisti prenderebbe l’iniziativa con contrarietà e nessun governo oggi può permettersi di mettere a rischio i propri equilibri per provvedimenti simili.

E se è vero, come sostiene gran parte degli antropologi del Paese, che moderare la velocità corrisponde per il maschio tedesco a depotenziare la propria mascolinità, c’è da scommettere che i tratti in cui lasciare che il piede schiacci sul pedale non verranno mai assoggettati a nessun tipo di regolamentazione. Ne va in questo caso della sopravvivenza non degli automobilisti, ma dei politici.