Un tunnel da record

di Gianluca Ricci 

 

Sarà lungo 18 chilometri e ospiterà quattro corsie autostradali più due ferroviarie: quando verrà inaugurato, presumibilmente entro il 2020, sarà il tunnel di questo tipo più lungo del mondo.

Il giorno in cui nel 2011 il parlamento danese approvò il suo finanziamento (una cosetta del tipo cinque miliardi di euro) non ci fu nessuno che si scagliò contro gli eventuali sprechi che una simile opera avrebbe potuto causare. Ci fu solo grande entusiasmo, lo stesso registrato contemporaneamente in Germania, visto che l’opera dovrà servire a collegare l’isola danese di Lolland con quella tedesca di Fehmarn, entrambe già collegate da ponti alla terraferma.

tunnel europei

Si tratta dell’ultimo tassello di un progetto viabilistico che permetterà di raggiungere Copenhagen da Amburgo molto, molto più rapidamente, senza le inevitabili attese legate alle procedure di imbarco e sbarco dai traghetti che ancora oggi consentono di superare quel braccio di mare che fra due anni invece verrà superato attraverso un tunnel sottomarino.

In realtà non si tratta proprio di una galleria scavata sotto l’acqua, quanto piuttosto di una struttura che verrà realizzata sott’acqua: il progetto prevede la posa di enormi lastre di cemento armato sul fondo del mare sopra le quali posare gli elementi che una volta assemblati diventeranno corsie autostradali e strade ferrate per i treni, una sorta di capsula impermeabile in cui far scorrere tutto il traffico che oggi invece prende altre direzioni, più scomode e lente.

tunnel lolland

Quando verrà tagliato il nastro, le autorità potranno legittimamente parlare di capolavoro dell’ingegneria e della tecnica, visto che l’opera diventerà un vero e proprio punto di riferimento per le costruzioni future di questo genere.

E mentre dalle nostre parti ci si continua a perdere in inutili chiacchiere sull’opportunità di realizzare strutture così clamorosamente all’avanguardia (basti pensare ai decenni di parole spese sul ponte di Messina, indipendentemente dalla reale esigenza di costruirlo), altrove si passa rapidissimamente dal dire al fare, anche se tutto ciò implica la predisposizione di situazioni assolutamente inimmaginabili.

Come per esempio la edificazione ex novo a Rodbyhavn, sulla sponda danese, della fabbrica che si occuperà di assemblare tutti gli elementi componibili: lo stabilimento copre un’area di 1,5 milioni di metri quadrati e costituisce essa stessa un record per operazioni simili.

costruzioni in europa

È lì che si stanno realizzando tutti i singoli pezzi che messi insieme si trasformeranno nel tunnel dei record, ognuno dei quali peserà 70mila tonnellate e sarà lungo 217 metri e largo 40.

A costruirlo è stato un pool di imprese provenienti un po’ da tutta Europa, a testimonianza che a nord l’unione è molto più che una vuota chiacchiera con cui riempire le tribune politiche: hanno partecipato aziende francesi, olandesi, tedesche, belghe e ovviamente danesi.

L’intera impresa ha dato e darà impiego a oltre 3mila persone, più tutte quelle legate all’indotto. Alla fine le auto potranno attraversarlo in dieci minuti, i treni in sette, una tempistica assolutamente concorrenziale rispetto a quella degli attuali collegamenti: un lusso che, secondo i calcoli dei progettisti, dovrebbe essere interamente ripagato dagli incassi ai caselli in un numero di anni compatibile con le attuali prospettive finanziarie internazionali. Da noi, intanto…