Puro, colorato e profondo: Bajkal, il lago dei record è in Russia

Gianluca Ricci

Più che un lago, il Bajkal è un concentrato di record mondiali.

Per lo più sconosciuti, in realtà, visto che si trova in piena Siberia al confine con le regioni settentrionali della Mongolia.

Eppure si tratta di un unicum ambientale del pianeta che, se non fosse così distante da qualsiasi punto di partenza, meriterebbe di far parte dell’elenco delle località da visitare almeno una volta nella vita.

Già le sue sole specificità naturalistiche giustificherebbero lo sforzo di arrivare fin là: il lago Bajkal infatti, grazie alla particolare conformazione chimica delle sue acque e dei microrganismi che le abitano, può vantare l’acqua più pura del pianeta, visto che le impurità vengono fatte precipitare rapidamente sul fondo e la visibilità subacquea arriva fino ai quaranta metri.

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Inoltre, a causa dell’isolamento a cui la geografia lo ha condannato, ospita oltre 1400 specie animali endemiche, la più ammirata delle quali è senza ombra di dubbio la foca d’acqua dolce.

E poi c’è lo sterminato elenco dei record che può vantare: innanzitutto il Bajkal costituisce la più ampia riserva d’acqua dolce del pianeta, quasi il 20% di tutta quella a disposizione delle specie viventi, pur non essendo il lago più grande del mondo, visto che la sua superficie è inferiore a quella di Mar Caspio, lago Michigan, lago Superiore, Vittoria e Tanganica, mentre il suo volume è al secondo posto dopo il Mar Caspio; è però il lago più profondo del mondo, visto che immergendosi si potrebbe ipoteticamente raggiungere quota 1642 metri: se si calcola però che nel corso dei millenni si è accumulata sul fondo una quantità di sedimenti pari a 8500 metri, si scopre che la depressione sulla crosta terrestre che ne ha determinato la formazione, 30 milioni di anni fa (a proposito, si tratta del lago più antico del mondo), arriva a superare i 10mila metri, praticamente una seconda fossa delle Marianne, ma sulla terra.

Il ricambio completo delle acque – altro record – avviene all’incirca ogni 383 anni, visto che il lago ha oltre cinquecento immissari ma un solo emissario, ovvero il fiume Angara: ciò tuttavia non toglie che sulla sua superficie si possano scatenare tempeste in grado di formare persino onde dell’altezza di cinque metri, proprio come avviene in mare. E proprio come in mare, durante la stagione estiva le sue acque si riscaldano al punto da consentire la balneazione, visto che le punte massime si possono aggirare intorno ai 24 gradi.

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Ben diversa è la situazione d’inverno, quando la Siberia diventa ostaggio del gelo e sul Bajkal si arriva anche a toccare i 40 gradi sotto lo zero. Tuttavia, turisticamente parlando, si tratta di un vantaggio, visto che molti tour operator “estremi” propongono escursioni sul lago a bordo di fuoristrada: la superficie ghiaccia fino a un metro e mezzo di profondità e può per questo sopportare un carico di almeno 15 tonnellate.

Straordinario lo spettacolo: il lago assume una tonalità vicina al nero, ma la sua parte superiore si screzia di migliaia di fratture bianche, conseguenza del fatto che la faglia sottostante non si ferma nemmeno durante l’inverno e continua ad ampliare la sua superficie con micromovimenti impercettibili pari a due centimetri l’anno.

Non c’è che dire, un vero campionario di rarità naturali!